| Isola di Kea - Grecia |
| Isola di Tinos - Grecia |
| Isola di Thassos - Grecia |
La vera anima della Grecia a Kea la si respira davvero, con il sottofondo delle cicale e la musica di bouzouki ovunque, i colori, abbacinanti, l'odore della salsedine nell'aria tersa, il profumo delle tamerici e dei mandorli, i sapori forti dei cibi e del vino. L’isola di Kea, conosciuta anche con il nome di Tzia, è grande 131 kmq, ha un clima arido e un territorio per lo più fatto da colline.
È la più vicina tra le isole Cicladi alla terraferma di Atene. E' molto popolare tra i turisti ateniesi durante il week-end e tra i turisti internazionali durante le stagioni estive, in particolare tra gli amanti del trekking.
Storicamente Kea possedeva quattro città indipendenti: Ioulis, Karthea, Korissia, Poiessa, situate ad eccezione della prima, sulla costa. I suoi cittadini si prodigavano nel commercio con diverse popolazioni vicine, nella edificazione di diversi santuari e nella partecipazioni ai giochi olimpici. L’isola divenne dimora di importanti poeti nel periodo classico come Simonide e Bacchylide, Pythokleide, maestro di sufi e di musica, del più noto alunno Pericle, Prodico che insieme a Protagora è considerato il padre della linguistica e della filologia. L’isola visse tempi di prosperità (anche dal punto di vista artistico e architettonico) durante il periodo bizantino. Successivamente dominata dai veneziani in diverse riprese, divenne poi facile preda dei pirati, fattore che contribuì gradualmente al suo spopolamento intorno al XV secolo. I turchi occuparono l’isola nel XVI secolo. Nonostante non si siano mai stabiliti nell’isola la ripopolarono con gli Arvaniti (una popolazione di lingua e lontane origini albanesi) nel XVI secolo. L’isola divenne poi una delle mete preferite da uomini di cultura, religiosi e intelletualli in genere, in cerca di pace e relax. A parte le severe conseguenze degli attacchi dei turchi e la quasi totale distruzione dei centri urbani nel XVII secolo, Kea rimase popolata sino alla dominazione da parte dei russi nel 1770-1774, i quali portarno nell’isola le proprie influenze architettoniche.
Oggi Kea continua ad essere una delle mete di maggior successo del cosidetto ‘Island Hopping’ europeo e americano (il salto delle isole, ovvero passare da un'isola all'altra). Diverse le strutture e i servizi turistici che si accompagnano alla naturale bellezza dell’isola. Pittoresco il capoluogo, molti i villaggi interessanti da visitare, celebri le oltre 100 chiese e le meravigliose spiagge di Kea. La vita notturna dell’isola di Kea è principalmente concentrata nelle località di Vourkari e Korissa. Qui si possono trovare una bella varietà di bar, caffé, taverne e ristoranti dove si mangia una gustosa e fresca cucina locale. I piatti tipici dell’isola di Kea sono la pasta all’aragosta, il tortino salato ripieno di funghi, la ‘Loza’ (maiale affumicato), il ‘Paspalas’ (un piatto a base di maiale con pomodori e uova), l'insalata di ricci di mare e il risotto con le cozze. Tra i vini, sicuramente il migliore è quello di produzione locale chiamato ‘Mavro’. Come raggiungere l’isola di Kea: Raggiungere l’isola di Kea è molto semplice. Da Atene ci si può dirigere verso il porto di Lavrio, non lontano dalla capitale. Per raggiungere il porto di Lavrio si può prendere un pullman dalla stazione Pedion tou Areos KTEL oppure un pullman dall’aeroporto di Atene, o ancora si può prendere la macchina e transitare sull’autostrada Attica. Dal porto di Lavrio il tempo di percorrenza in traghetto è di circa 1 ora.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |